Qualcosa di Sava (TA)
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In piazza S.Giovanni Battista trovasi il palazzo baronale che dal 1884 (acquistato all'asta, a sèguito del fallimento de Sinno, per interessamento del sindaco avv.Michele Schifone) è sede del Comune. Della famiglia leccese Prato (originaria della Toscana) primo barone di Sava fu Nicola. Questi comprò il feudo, coi suffeudi di Pasano ed Aliano, nel 1520 da Stefano Mayra o Mayro di Nardò (LE). Nicola Prato ebbe a sua dimora savese una masseria che sorgeva nella stessa area del palazzo che ofggi si vede. Alla morte di lui, intorno al 1530, gli successe, nel titolo e nei beni, il figlio Pompeo (feudatario dal 1533 al 1575) il quale, abbattuta la masseria o parte di essa, fece erigere a più degna sede, il palazzo intorno alla metà del 1550.
Il palazzo che oggi si vede è il risultato di rimaneggiamenti ed ampliamenti (per es., i quattro corridoi a primo piano che s'affacciano sul cortile interno e le due 'ali' a pianoterra) realizzati tra la fine dell'800 e il primo ventennio del '900. In quella che dovette essere la sala della 'corte di giustizia' (i feudatarii savesi esercitarono solo lo jus civile) oggi si riunisce il Consiglio Comunale. Recenti lavori di recupero di alcuni ambienti a pianoterra, con accesso dal cortile, hanno riportato alla luce tracce di quella che quasi sicuramente fu la cappella dei Gesuiti.
Da notare, sull'architrave della prima finestra di destra al primo piano, la seguente augurale iscrizione latina:
DEBILE PRINCIPIUM MELIOR FORTUNA SEQUATUR
cioè, Miglior fortuna segua un timido inizio (nel senso, forse, che il piccolo feudo potesse col tempo ingrandirsi). Mancano elementi sicuri per dedurre chi l'appose e quando, ma il tratto delle lettere incise farebbe pensare al '500.
Alle spalle del Comune fu costruito, nel 1913, un portico destinato a mercato giornaliero di generi alimentari, comunemente chiamato: Piazza Coperta. Tale portico fu abbattuto e rifatto nel 1964-65 secondo un disegno architettonico semplicemente ignoble! che dopo circa 40 anni mostrava evidenti segni d'imbruttimento e necessità di restauro. Su proposta del Gruppo Culturale Savese, che, a richiesta, fornì foto d'epoca, documenti e qualche utile consiglio (ad es., si notino le vòlte a crociera del tipo locale), avversando, nel progetto, parti da realizzarsi in plexiglas e cemento armato, la Civica Amministrazione, sindaco ing.Aldo Maggi, volle far proria tale proposta ricostruendo, tra il 1999-2001, quasi del tutto fedelmente a quella del 1913, ridando alla comunità la Piazza Coperta d'un tempo (con pareti interamente a faccia vista che meglio testimoniano l'efficace decoro architettonico ed estetico del tufo locale, del taglio dei conci e della perizia artigianale di connetterli).
Valido esempio, a nostro parere, delle capacità dell'artigianato murario salentino di eseguire strutture e rifiniture del tipo tradizionale che non necessitano di mangerecci interventi di restauro (a cura, sì, di troppo spesso 'stravaganti' amministratori e irriflessivi, per altro non dire, tecnici ma a spese del solito votante e pagante Pantalone!).
