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28/12/2004
Il Santuario della Madonna di Pasano

 

Si trova a circa km 4 dall'abitato, lungo la via che porta a Lizzano, nella contrada denominata, forse da un prediale latino, Pasano. Tale il titolo della Madonna che vi è venerata la cui effigie bizantineggiante (l'affresco è riferibile al sec.XIII-XIV), recentemente restaurata come anche tutto l'interno, fu posta sull'antifacciata al di sopra dell'altare.

Il santuario che oggi si vede, a una navata, con orientamento nord-sud, fu eretto dalla publica pietas dei Savesi tra la fine del '600 e il 1712 sotto la direzione dei PP.Gesuiti allora feudatarii della baronia di Sava e dei suffeudi di Aliano e Pasano. Le due statue di santi, S.Ignazio di Loyola e S.Francesco Saverio, sono l'unica testimonianza della lunga permanenza della Compagnia di Gesù nella storia di Sava. Stucchi e tele del sec.XVIII decorano le pareti.

I contrafforti esterni laterali furono eretti (in accordo con le linee volumetriche del tempio) dopo gli effetti del terremoto del 20 febbraio 1743. L'anno prima così il santuario era stato succintamente descritto nel Catasto Onciario della Terra di Sava in Terra d'Otranto conservato nel Grande Archivio di Stato di Napoli: ' Nel feudo di Pasano vi è una Cappella, ò vero Chiesa Lamiata ed trè altari sotto il titolo della Vergine Santissima di Pasano, ed Sacrestia, due Camare sottane per l'Eremito, ed altri membri edificata dalla Pietà dei Cittadini della Terra di Sava, e di detto Venerabil Colleggio di detti P.P.Giesuiti di Barletta'.

Sicuramente precarie condizioni di stabilità consigliarono la demolizione del primo, 'vecchio', santuario di cui talune strutture sono state di recente riconosciute (arch.Aldo Caforio) con orientamento liturgico, est-ovest, addossate al muro dell'altare maggiore; a conferma di una tradizione orale che un autore anonimo aveva raccolto in un opuscolo del 1897. Probabilmente in questo 'primo' santuario trovavasi l'affresco della Vergine che, tagliato e rimosso, fu collocato dove oggi si vede.

Presso il santuario sorse, per alcuni secoli, il casale di Pasano, poi del tutto abbandonato nei primi decenni del sec.XVI. Nella locale leggenda si parla degli abitanti di Pasano come di 'antenati' che, abbandonato per sempre il casale, avrebbero costituito il nucleo originario della popolazione savese.

In una teca di vetro si conservano il ceppo di ferro che imprigionava la caviglia dello schiavo e la grossa pietra del cosiddetto 'miracolo', un episodio di fede (avvenuto nel 1605) nell'intervento della Vergine al quale i credenti savesi sono tuttora molto legati.

in alto, Agro di Sava, il santuario della Madonna di Pasano, esterno (foto M.Annoscia 1986)

2a foto, l'interno del santuario prima del restauro (foto M.Annoscia, 1986)

3a foto, la teca contenente la pietra e il ceppo di ferro del 'miracolo dello schiavo', (foto M.Annoscia, 1986)

4a foto, interno, primo arco del lato destro, tela del pittore manduriano Pasquale Bianchi (1733-1811) raffigurante la cosiddetta Madonna (della) pastora col Bambino tra S.Francesco di Paola e S.Lucia  (foto M.Annoscia, 1986) 

 

Sava, v.magg.B.Del Prete, in un'abitazione privata: altarino con l'effigie della Madonna di Pasano (ricorda un lararium pompeiano)
(foto M.Annoscia, 1995)

'Il miracolo dello schiavo' nell'interpretazione del pittore savese Cosimo Gioia (1916-78). La tempera si vedeva sul muro del primo arco di sinistra, 'oscurata' poi, dai salomoni di turno, durante i lavori dell'ultimo annoso restauro (1987-99) (foto da cartolina)

 

 

Postato da: marioannoscia il dicembre 28, 2004 12:08 | link | inserisci i tuoi commenti |


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